UMANE CONTRADDIZIONI

Inviato il 2009-05-05 19:16:00 da davide

 UMANE CONTRADDIZIONI
Giunge in redazione la notizia di un evento Patrocinato dall'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano dal titolo: “Ayurveda: il senso della vita” e viene pubblicizzato come il primo evento scientifico dedicato all'UOMO inteso come risultante dell'interazione fra Consapevolezza, Ambiente e Salute, i tre grandi contenitori dai quali l'esistenza dell'essere umano non può prescindere.
 Ciò, si legge, grazie ad Ayurvedic Point che da anni intrattiene rapporti scientifici e culturali con la culla di questa antica cultura, ed alla Società Scientifica di Medicina Ayurvedica, per i quali è stato possibile realizzare questo affascinante progetto.
Contestualmente a questo annuncio ricevo una comunicazione da parte del presidente di un’associazione che si occupa da oltre 40 anni appunto di Ayurveda e Yoga per Operatori di Discipline Naturali, il quale mi scrive:
“Mi permetto di scrivervi perché, dopo 42 anni che mi occupo a tempo pieno di Ayurveda e Yoga, e come voi ho lottato per far rispettare e riconoscere le discipline che pratico, mi sono reso conto che qualche volta, in buona fede si fa il gioco degli altri...
Fatti accaduti recentemente mi inducono, mio malgrado, a presupporre che, non appena le medicine non convenzionali saranno riconosciute, esse diverranno di esclusivo esercizio della classe medica, con ciò che potete intuire ne consegue per i non medici...
Tutti insieme siamo riusciti a risvegliare nel "pubblico" una buona risposta verso le discipline e medicine cosiddette alternative. Oggi sono molte le persone che le utilizzano e le conoscono. Un forte interesse, come conseguenza, è stato provocato anche nella classe medica, che si sta oggi adoprando per istruirsi e utilizzare quelle discipline che al pubblico piacciono e in qualche caso con l'arroganza tipica della classe medica.
Loro, i medici, sono già autorizzati dallo Stato ad esercitare l'arte medica e pertanto in caso di "riconoscimento" le uniche persone a poterle esercitare saranno proprio coloro che ci hanno snobbato, disprezzato ed osteggiato fino all'altro giorno. Ad esempio, a Milano già si sta organizzando un congresso di Ayurveda con un comitato scientifico di medici che riserverà il congresso solo ai medici con ECM e pertanto il Comitato Scientifico non prevede relatori italiani non medici....state dunque attenti inconsapevolmente a giochi di persone che potrebbero strumentalizzare la vostra iniziativa per i loro egoistici fini.
Il mio scritto, con molto rispetto, vuole solo creare una riflessione ed uno stato di attenzione in quel senso.
Un abbraccio…….(segue il nome)”

Ma non è tutto: da un Socio (Naturopata siciliano) che svolge un importante lavoro di ricerca, ci giunge notizia che il 6 febbraio c.a. presso la XII commissione Igiene e Sanità del Senato, alla presenza del Presidente Sen. Tomassini, del vicepresidente Sen. Bosone, si sono svolte le audizioni di alcune importanti scuole di Medicina Omeopatica. Sono intervenuti la SIMOH, Scuola Italiana di Medicina Omeopatica Hahnemanniana, l'IRMSO, Istituto di Ricerca Medico-Scientifica Omeopatica in rappresentanza anche della Liga Medicorum Homeopathica Internationalis, e la LUIMO.
Gli interventi, nonostante qualche differente sfumatura, sono stati essenzialmente molto complementari. La d.ssa Salvi della SIMOH ha ribadito l’appartenenza della Medicina Omeopatica a quel complesso sistema di pensiero e di attività che viene chiamato Medicina (Hahnemann si starà rivoltando nella tomba), e che per rispettare appieno il senso ed il significato della Medicina è necessario, all'interno di una legge che regolamenti le terapie non convenzionali, definire appropriatamente cosa la Medicina Omeopatica sia e cosa non sia.

Ma ora permettetemi di trascrivervi una parte del contenuto dell’intervento della d.ssa Adele Alma Rodriguez, Presidente della LUIMO, che mi sembra significativo dello stato di confusione nel quale il nostro Paese si trova: “(omissis)….. Il riconoscimento delle Medicine non Convenzionali evidenziate dalle differenti proposte di legge, dovrebbe prendere in considerazione la differenza che esiste tra le medicine e le terapeutiche farmacologiche fitoterapiche e fisiche, atto fondamentale per avere chiarezza per definire competenze e responsabilità a salvaguardia del cittadino, in ognuna delle discipline”.
Fa poi un breve sunto del percorso evolutivo e di moltiplicazione delle Medicine non Convenzionali a partire dagli anni ‘80 e al loro lavoro di insegnamento iniziato nel 1970 che, in assenza di una precisa legislazione – sostiene - ha permesso negli anni successivi la nascita di terapeutiche farmacologiche e non che hanno fatto assumere ai propri cultori il nome di “omeopatiche”.
Quindi prosegue: “Sottolineo questa evoluzione per evidenziare, a garanzia e sicurezza del cittadino, che non è possibile ‘integrare’ sotto una sola voce di legge discipline differenti come la Medicina Omeopatica, Tibetana, Ayurvedica, Cinese, e/o con terapie farmacologiche, come lo è la fitoterapia, l’omotossicologia, le terapie fisiche. Il cittadino deve poter e saper conoscere e riconoscere il tipo di terapia a cui va incontro! E il legislatore decidere in funzione delle differenze. Vediamo oggi situazioni universitarie che promuovono l’integrazione tra varie terapeutiche convenzionali e non-convenzionali: quale sarà il risultato?”.
Continua poi con un interessante esempio: “Permettetemi una parentesi di riflessione da medico e sperimentatore. Oggi nella medicina convenzionale la prescrizione di più farmaci alla volta, non sperimentati insieme, determina un aumento importante di segnalazioni di effetti avversi. La scienza medica non è in grado di rispondere a questi effetti avversi sperimentando in anticipo tutte le possibili combinazioni di farmaci. La scienza medica, ad oggi, deve ancora chiarire in modo univoco - cito un passo del prof. Francesco Paolo Casavola: «…… se alimentazione e idratazione sono sempre sostegno vitale e non anche trattamento sanitario e talora accanimento terapeutico»”. (evidentemente il caso di Eluana Englaro ha lasciato il segno!) “E ancora, dopo aver dimostrato secondo i criteri della Evidence Based Medicine l’efficacia di farmaci, la scienza non è in grado di predire se su una popolazione più ampia, esse avranno l’effetto atteso, vedi il caso del Vioxx, del LipoBay e perfino dell’Aulin! Come sarà possibile allora, pensare ad una integrazione anche se solo formale per legge tra varie e diverse discipline e terapeutiche non convenzionali con la medicina convenzionale? Quali risorse economiche e umane sarà necessario investire per verificare tutto ciò?”.

Ma, di fronte a simili affermazioni, cosa dovrei rispondere all’amico presidente che mi scrive di stare attenti a non fare il gioco di persone che possono strumentalizzare le nostre iniziative?
“Caro……… (permettimi la confidenza), il lavoro fatto dai ‘non medici’ negli ultimi 40 anni ha messo sì in allarme le case farmaceutiche e i loro distributori ‘medici’, tant’è che prima sono iniziate le piogge di denunce e poi, non avendo avuto riscontro positivo (la storia di Luigi Costacurta ne è stata una chiara dimostrazione), hanno deciso di mettersi anche loro a fare i naturopati e gli operatori delle D.N. Bene, se non altro un vantaggio lo abbiamo ottenuto: quello di costringere una parte dei medici a guardare i loro pazienti come persone e non solo come ammalati. Non possiamo certo impedire loro di aiutare le persone con metodi efficaci e antichi quanto il mondo, ma possiamo non fare i conigli e, proseguendo il nostro onesto e meritevole impegno, dimostrare la differenza che esiste fra un medico ed un non medico nell'utilizzo di queste discipline.
Noi non medici utilizziamo frequentemente il termine ‘OLISMO’, ma molto probabilmente la nostra visione in questo caso non è olistica: è vero che i medici sono avvantaggiati in quanto organizzati meglio, ma è altrettanto vero che sono anche condizionati dal tipo di istruzione che hanno ricevuto e che difficilmente potranno scrollarsi di dosso. Dimostrazione ne è il ragionamento che la d.ssa Adele Alma Rodriguez Presidente della LUIMO ha fatto nel corso dell’interrogazione: l’esatto contrario di quanto noi non medici facciamo e portiamo avanti da quasi mezzo secolo e senza mai aver arrecato danno alcuno.
L'organizzazione è sì importante, ma da sola non basta: oltre a quella ci vuole ‘passione’ e soprattutto coesione”.
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